«Serve critica radicale su questi anni, sennò non si esce da crisi»

«Scioperano i lavoratori del commercio contro la pretesa di farli lavorare per Pasqua. Fu il governo Monti che liberalizzò orari e aperture. Io, da presidente della Regione, mi opposi con determinazione. La Toscana fece una legge regionale per stabilire ragionevoli regole che la Corte Costituzionale cancellò ritenendo la materia non di nostra competenza. La legge del governo Monti ha calpestato i diritti di centinaia di migliaia di lavoratori e ha messo in difficoltà i piccoli esercizi commerciali gestiti a livello familiare, favorendo soltanto la grande distribuzione. È anche una falsità dire che si fa così in tutta Europa. Ricordo che allora il professor Monti dichiarò con sicumera che il Salva Italia e le liberalizzazioni avrebbero prodotto una crescita del Pil del 10 percento che stiamo ancora aspettando. Il diritto di fare la spesa a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno non valeva gli effetti negativi che abbiamo registrato: il degrado del lavoro e della qualità della vita sociale, sempre dominata dal consumo, il processo di desertificazione del centri urbani. A proposito della crisi della sinistra e della perdita del suo radicamento sociale: se proviamo a sommare le liberalizzazioni, la riforma delle pensioni Fornero, il jobs act, la riforma della scuola, i tagli alla sanità, i tagli agli enti locali e i tagli agli investimenti forse le cose cominceranno a risultare sufficientemente chiare. Soprattutto se colleghiamo queste leggi al fatto che vasti strati sociali si sono impoveriti a fronte di una minoranza che si è arricchita. Purtroppo si tratta di provvedimenti che agli occhi dei lavoratori e dei cittadini, la sinistra, cioè il PD, il partito più forte, ha sempre sostenuto o addirittura voluto. Capisco che si corre il rischio di semplificare. Ma senza una critica radicale a quello che abbiamo fatto in questi anni la sinistra non uscirà dalla sua crisi. Gli inizi per ora non sono promettenti. Non vedo questo dibattito avviarsi con il necessario coraggio dentro il PD. Mi ha colpito che proprio ieri Graziano Delrio, nuovo presidente del gruppo alla Camera, più volte si sia soffermato a rivendicare la continuità con il governo precedente, senza nessun accenno alla necessità di un ripensamento e di una una svolta. Anche Liberi e Uguali, che pure ha presentato buone leggi sulla sanità e sul lavoro, non potrà sottrarsi ad una analisi critica di quanto negli ultimi decenni e in particolare negli ultimi anni è avvenuto, se vuole essere davvero una sinistra popolare e di governo che mira ad un cambiamento profondo della società. Per questo io penso che siamo davvero all’anno zero per la sinistra, che occorre un nuovo inizio, un nuovo partito, il partito del lavoro con un pensiero e un programma che mettano al centro il rispetto del lavoro e della persona». Lo ha scritto, su Facebook, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.