Bufale sulle ONG per demolire il principio dell'accoglienza

Sono molto preoccupato e indignato.

Quello che accade in questi giorni – mi riferisco alle polemiche scatenate contro le ONG impegnate nei soccorsi in mare – è anzitutto pericoloso sul piano culturale e sociale.

Siamo di fronte a un tentativo di trasformare in verità una grande menzogna.

L'asticella è stata alzata con l'obiettivo di demolire il principio dell'accoglienza e più in generale il lavoro di quelle organizzazioni che da anni operano a fianco dei migranti, dei poveri, degli emarginati.

Denunciare senza prove significa rendersi complici della costruzione di un discorso pubblico solo apparentemente legalitario ma sostanzialmente cinico, disumano e strumentale.

Come ha scritto Victor Klemperer il nazismo per prima cosa ruppe il linguaggio della politica e del senso comune, costruì sulle parole il proprio regime, evocando la paura, i miti della razza, individuando il male e gli autori di un presunto complotto in determinate categorie di persone (ebrei, zingari, omosessuali, comunisti, poveri, ecc.).

È una pericolosissima mistificazione.

Politici irresponsabili e altri soggetti che dovrebbero rappresentare le istituzioni sono partecipi – se non direttamente responsabili – di un disegno di restrizione e perversione sentimentale degli orizzonti morali, politici e culturali del nostro Paese.

L'Italia corre il rischio di cadere in una trappola senza precedenti, una spirale nazionalista, securitaria e xenofoba.

Forze politiche, oramai molto influenti nella vita del Paese, alimentano e sfruttano queste paure sulla pelle di migliaia di persone in difficoltà.

E' come se si volesse sostenere l'esistenza di un “giusto” abbandono, di una “giusta” omissione di soccorso, verso bambini, donne e uomini afflitti dal destino e giunti all'ultimo stadio del loro calvario.

Ancor prima del diritto e dei codici, esistono antichissimi principi e consuetudini che regolano la navigazione e la vita in mare.

Serve uno scatto in avanti, come quello fatto da Emma Bonino e da Luigi Manconi in questi mesi.

Con coraggio dobbiamo dire che è necessario costruire percorsi di regolarizzazione per i quasi 500mila invisibili che soggiornano sul nostro territorio, che è urgente potenziare i corridoi umanitari per chi fugge dai conflitti, dalle carestie e dai mutamenti climatici.

Le migrazioni non sono un'emergenza ma un fenomeno strutturale.

Per affrontare questa sfida epocale serve una visione e una strategia internazionale che si regga su precisi impegni e provvedimenti dei singoli governi nazionali.

Solo così, con un approccio di governo basato sulla verità, sulle esperienze e su dati verificati e verificabili – e non sulla propaganda e le teorie del complotto – saremo in grado di assicurare soluzioni credibili e porre un argine in difesa dell'umanità.

Salvare una vita in mare non potrà mai essere reato.

Questo è il testo del messaggio di Enrico Rossi inviato all'iniziativa “La grande bugia delle navi taxi” che si è svolta oggi a Palazzo Madama