Per una rivoluzione socialista

La sinistra per troppo tempo ha accettato il mondo così com'è. Negli ultimi trent'anni ha ceduto al predominio dell'ideologia liberista.

Oggi i fallimenti di una stagione segnata da una precisa concezione dei rapporti economico-sociali e da una visione ottimistica della globalizzazione sono sotto gli occhi di tutti.

Disuguaglianze, crisi della democrazia, nazionalismi sono cresciuti a dismisura. E una sinistra che intende davvero tornare a fare il proprio mestiere deve mettere questi mali al centro della propria analisi.

Nel nuovo millennio, la sinistra deve riappropriarsi dell'idea di un governo più razionale e umano della società e dell'economia e del programma di una lotta possibile per il superamento delle disuguaglianze.

La critica del capitalismo non potrà essere più un tabù e per questo la parola giusta è socialismo.

Se guardiamo alla storia degli ultimi secoli, dalla rivoluzione socialista in poi, questa parola, nonostante i suoi limiti e le sue degenerazioni o tragici fallimenti, conserva intatto il suo valore. indica la volontà di superare lo stato delle cose esistenti e migliorare la condizione umana. Consente di riscoprire la politica come missione: Weber, non a caso, dice “quando il mondo diventa 'una gabbia d'acciaio', la fede muore”.

L'idea di socialismo oggi può trovare ampia disponibilità e accoglienza senza impedimenti ideologici. Molti laici e cattolici della sinistra sono pronti a ripartire dalla condizione umana. Il socialismo può essere la chiave per risvegliare nei giovani il fervore per la politica.

Per questo pensiamo sia il tempo di un socialismo per i Millenial.