«Ventimila agenti di quartiere»

Enrico Rossi 

intervista a Lisa Ciardi, QN – 18 aprile 2018


«La criminalità 'micro' non esiste. E la sicurezza non è di destra né di sinistra. Per questo per affrontare la questione vedo un'unica soluzione: l'assunzione di almeno 20mila poliziotti di quartiere in tutta Italia».

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (ed esponente di Leu) tenta il sorpasso (difficile dire se a destra o a sinistra) su uno dei temi di punta dell'ultima campagna elettorale.

E lo fa lanciando un appello non solo al Pd, ma a tutte le forze politiche.


Presidente non teme che una misura del genere piaccia poco alla sinistra?


«L'ho già detto nei giorni scorsi: la sicurezza non ha colore politico, è una misura universale. E allucinante continuare a dividersi su questo tema: dovrebbe essere un punto di convergenza. Peraltro oggi la domanda di sicurezza arriva prevalentemente dai ceti medi e soprattutto dai meno abbienti, quelli che la sinistra ha più a cuore. In fondo è un concetto molto simile alla sanità».


In che senso?


«Sia perché la sicurezza è un valore universale, come la salute, sia perché non ha mai senso parlare di fenomeni 'minori'. Se una persona ha solo un'auto e le viene rubata, sicuramente non percepirà il fatto come un 'reato minore'. La stessa cosa succede in sanità a chi subisce un danno o un disservizio. Come istituzioni non dobbiamo mai minimizzare. Mi spiace sentire spesso parlare di 'microcriminalità' o della differenza fra sicurezza reale e percepita. Se i cittadini si sentono insicuri le istituzioni devo rispondere con i fatti e non con le statistiche».


Quindi più poliziotti?


«Sì, ma nei quartieri, non negli uffici. Ho un'idea precisa che vorrei discutere in primis con i parlamentari toscani, di ogni colore politico, ed eventualmente mettere anche al centro di una proposta di legge d'iniziativa popolare: assumere 20mila persone dedicate al presidio delle strade e delle piazze. Poliziotti di quartiere, ma anche carabinieri di prossimità. In Toscana ne arriverebbero così circa 1400 e permetterebbero di presidiare almeno 140 situazioni, giorno e notte, sette giorni su sette. Penso alle strade e alle piazze, ma anche a tramvie, bus e treni, dove la situazione è spesso insostenibile, fra chi non paga il biglietto e gruppi di sbandati. Con la polizia sotto organico di oggi, con numeri inferiori al 1989, si può fare poco».


Dove trovare le risorse?


«Si parla di 500 milioni di euro l'anno. Ben poco se si considerano i 62 miliardi spesi negli ultimi quattro anni per i vari bonus, dai giovani ai giardini. Basterebbe prenderli da lì. Ma avrei anche un'alternativa che preferisco».


Quale?


«Finanziare l'operazione applicando la proposta di legge Gori-Bonino per l'emersione dell'immigrazione clandestina attraverso il lavoro. Gli immigrati che lavorano al nero verrebbero regolarizzati, garantendo nuovi introiti alle casse dello Stato. Secondo i miei conti se sui 500mila migranti irregolari stimati in Italia se ne regolarizzassero 100mila, i finanziamenti sarebbero già disponibili».