Un pezzo di sinistra non li segue più. Da noi porte aperte

Intervista di Enrico Rossi a Massimo Vanni

La Repubblica, 3 maggio 2017

Presidente Rossi, come giudica l'affluenza alle primarie del Pd?

 

«La partecipazione è stata ampia. È stata una festa della democrazia ma con tante assenze. E colpisce il dato di una regione come la Toscana: dimezzare di circa il 50% la partecipazione del 2013 mi sembra un dato considerevole».

 

E qual è secondo lei il motivo?

 

«C'è un pezzo di popolo della sinistra che ha deciso di non seguire il Pd. Che si è staccato perché non sente di essere più rappresentato, perché non si riconosce più nel Pd di Renzi».

 

Giudica deludente il risultato raccolto dal ministro Orlando?

 

«Credo di sì, hanno fatto un tentativo nobile ma tardivo. Avrebbe avuto successo se Renzi fosse rimasto sotto il 60%. Il risultato che è venuto fuori invece dice davvero che il Pd è oggi ancora di più il Pd di Renzi. Lo dico con rispetto, ma Renzi ha prodotto una trasformazione del Pd facendone un partito a sua immagine e somiglianza».

 

Non crede che sarebbe potuta andare diversamente se lei fosse rimasto?

 

«Saremmo rimasti se ci fosse stato dato tempo e modo per rendere contendibile la segreteria. Invece si è voluto solo la conta».

 

Il Pd secondo lei si è ristretto?

 

«Un po' sì. Ho letto la mozione di Orlando, ci ho trovato molte cose condivisibili ma non credo che avrà molto spazio».

 

Partita chiusa con la sinistra interna?

 

«Toccherà a loro decidere, se vogliono o no costruire una nuova forza con noi».

 

Presidente che fa, invita la minoranza ad uscire e ad entrare in "Articolo 1"?

 

«Se vogliono uscire le porte sono aperte. Noi vogliamo costuire una forza di sinistra e ambientalista, che propone un'alleanza al Pd».

 

Ma se Renzi dice e ripete ormai da giorni «mai con i traditori...».

 

«Vedremo strada facendo. Se Renzi andrà avanti su questa strada sarà un ulteriore elemento di chiarimento. Se il Pd vuole essere un partito di centro aumenterà il numero di coloro che non si riconoscono più in quel partito. E se non ci sarà accordo costruiremo una forza alternativa. Anche se io preferisco l'alleanza».