Toscana, «La gestione dell'acqua diventi pubblica»

Enrico Rossi,

intervista a Lisa Ciardi, La Nazione – 23 giugno 2017


«La gestione dell'acqua diventi pubblica. Non solo nell'area gestita da Publiacqua, ma in tutta la Toscana. Si può fare con una società in house che si quoti in borsa, garantendo così anche la massima efficienza».

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, appoggia e rilancia l'idea avanzata su La Nazione dal sindaco di Firenze, Dario Nardella.


Presidente, prima di tutto qual è l'obbiettivo di questo cambiamento?

«I toscani si sono espressi nel 2011, attraverso il referendum, a favore di una gestione pubblica dell'acqua. Fino ad oggi non è stato possibile dare seguito alla loro volontà, ma ora i presupposti ci sono. La nostra regione, diversamente da quello che molti dicono, ha un sistema del servizio idrico integrato fra i più solidi e affidabili del Paese, economicamente sano. La gestione mista con presenza del privato intorno al 40-45% del capitale sociale, ha permesso di realizzare in questi anni investimenti forti. Oggi, le società di gestione oggi sono in grado di operare senza dipendere da aziende private italiane o estere che a volte, diciamo la verità, sono anche invadenti nelle scelte aziendali».


A livello economico questo cosa comporterebbe?

«Prima di tutto potremmo recuperare i soldi che vanno ai partner privati. Si parla di 15milioni di euro l'anno a livello regionale fra utili e pagamenti per altri servizi forniti. Tutti soldi che finiscono fuori dalla Toscana. Certo ci sarebbe un impegno economico iniziale per liquidare i soci, per compensarli degli investimenti fatti e non ancora ammortizzati, ma in questo la Regione può dare una mano, sia attraverso fidejussioni che aiutando a trovare risorse finanziarie a interessi bassi».


Non c'è il rischio che senza i privati si creino dei 'carrozzoni'?

«Non credo, soprattutto se, dopo aver creato una società pubblica in house questa si quotasse in borsa, a garanzia di una vera capacità di stare sul mercato».


Le tariffe della Toscana sono fra le più salate d'Italia. Aumenterebbero ancora?

«Non devono assolutamente aumentare, anche su questo sono d'accordo con il sindaco di Firenze. E gli utili devono servire ad aumentare gli investimenti sulla rete, partendo dalla lotta alle perdite di acqua».


Prossimi passaggi quindi?

«Io lancio un'idea e un invito. Poi sarà necessario discuterne in Consiglio regionale e con i Comuni. Credo che la scadenza della convenzione di Publiacqua sia un'occasione da non perdere, anche perché, per legge, cambiando si innescherebbe una modifica a catena in tutte le altre società del servizio idrico della Regione. Se è necessario aspettare, per riallineare scadenze e procedure, va bene anche una proroga: l'importante è che si arrivi, da qui a dieci anni, a un gestore unico regionale, interamente pubblico».