“Ora rischio in Toscana? Qualcuno si assumerà la responsabilità di spaccare tutto”

Intervista di Enrico Rossi a Monica Guerzoni
Il Corriere della Sera, 22 febbraio 2017

Stato d'animo, presidente Enrico Rossi?
Molto pesante. Renzi ha alzato un muro e ci ha dato solo bastonate. La scissione è una sua scelta, non ci resta che prenderne atto.

Renzi non ci ha provato?
No, è venuto con l'idea di darci una spinta. Non ha fatto neanche la replica, tutto il dibattito è stato organizzato per bastonarci e pure l'ultimo tentativo di Emiliano è stato stracciato.

Lei si fida del presidente della Puglia?
Ognuno ha Il suo profilo e la sua storia. Michele ha deciso di parlare e ci ha detto che sarebbe intervenuto dal palco, ma poi Antonello Giacomelli ha chiuso il quadro.

Non è la scissione della scissione?
I renziani hanno fatto un po' di propaganda, ma c'è un comunicato congiunto che rende giustizia a Emiliano.

Renzi ha minacciato di far cadere la sua giunta?
Se dovesse esserci una verifica mi presenterò in consiglio con un programma di fine legislatura e, se ci sarà una maggioranza, continuerò. Altrimenti qualcuno si assumerà la responsabilità di spaccare tutto.

Alle elezioni puntate a un risultato a due cifre?
C'è una bella fetta di popolo di sinistra che ha guardato a Grillo e che potrebbe votare per noi. Perché dobbiamo essere piccoli? Puntiamo a diventare un grande partito.

Avete scelto il nome?
Penso che la parola socialismo debba funzionare come riferimento e che uguaglianza sarà il tema chiave.

Chi sarà il leader, tra lei, Speranza ed Emiliano?
Mi giocherò la mia battaglia, voglio stare dentro questo processo e condizionarlo. Mi aspettavo che generosità e intelligenza politica potessero aprire uno squarcio, in cui le nostre posizioni venissero discusse e legittimate. Invece non ho mai visto un'assemblea così arroccata».

La distanza è sulle idee o sui capilista?
Quello dei posti è l'aspetto di cui mi sono occupato di meno, perché io ho un mestiere. Mi sono preoccupato di mettere in campo alcune idee e non sono stato ascoltato. Abbiamo subìto una sequela di sconfitte eppure si è rifiutato di aprire la dialettica interna.

Lei non è più candidato alla segreteria del Pd?
Se non ci saranno cose imprevedibili e improbabili, il mio lavoro sulle idee continuerà.
I renziani mirano ai vostri posti nelle liste?

E possibile che ci sia questa spinta e che il segretario punti subito a rimettersi alla guida del Pd, accentuando le caratteristiche del Partito di Renzi. Altrimenti, perché non ha aperto? Quando un segretario si ricandida e parte avvantaggiato, le regole devono essere condivise

Perché i capicorrente, al di là di qualche mozione degli affetti, non hanno provato a scongiurare la scissione?
Damiano e Orlando hanno aperto un pertugio. Ma da Fanceschini non è arrivata alcuna mediazione e Veltroni ha criticato il mio libro, senza aver letto neppure la quarta di copertina. La maggioranza si è chiusa per proteggere Renzi, ma da cosa? Noi eravamo una minoranza.