Continua il declino Pd, alle politiche se la giocheranno destra e grillini

Intervista di Enrico Rossi a Andrea Carugati

La Stampa, 6 novembre 2017

«Il risultato della Sicilia, stando a questi exit poll, conferma le previsioni: in gioco per la vittoria ci sono la destra e il M5s, mentre il Pd continua nel declino iniziato alle regionali del 2015 e poi esploso nel referendum del 2016». Enrico Rossi, presidente della Toscana e tra i coordinatori di Mdp, non pare sorpreso dei numeri delle regionali siciliane: «Credo che anche alle prossime politiche se la giocheranno la destra e i Cinque stelle, il Pd renziano non è stato capace in questi mesi di ragionare in modo autocritico sulle tante sconfitte e non credo che lo farà adesso».

Divisi avete perso sia voi che il Pd.

«Guardi, gli elettori che hanno scelto il nostro candidato Claudio Fava non avrebbero mai votato per Fabrizio Micari e per una coalizione con dentro Alfano. Sarebbero rimasti a casa. Noi abbiamo recuperato persone di sinistra che si erano rifugiate nell’astensione e anche una quota di giovani che volevano una proposta netta di cambiamento. Se nel Pd non lo capiscono sono problemi loro».

Come giudica il vostro risultato?

«Ci eravamo prefissi di superare lo sbarramento del 5% e di riportare una forza di sinistra nel parlamento siciliano. I dati indicano che è andata meglio. Considerando che abbiamo fatto tutto in un mese e mezzo mi pare una partenza positiva e incoraggiante. Il voto indica che, anche in una regione storicamente difficile, esiste una base elettorale per una forza di sinistra in grado di avvicinarsi alla doppia cifra. E che questo obiettivo a livello nazionale è raggiungibile».

Questo voto vi spinge a riunire il centrosinistra alle politiche?

«Mi pare che la situazione non cambierà. Nel Pd qualcuno è in grado di immaginare un ribaltone? Osserviamo con attenzione e rispetto, ma mi pare improbabile. Se si voleva impostare un dialogo con noi dovevano ascoltarci sulla manovra e sulla legge elettorale, che sembra fatta apposta per le destre: il voto in Sicilia dimostra che Forza Italia e alleati potrebbero dilagare anche al Sud oltre che al Nord. Non siamo noi ad aiutare la destra, ma il Pd che ha voluto questa legge».

E se Renzi facesse un passo indietro sulla candidatura a premier?

«La nostra non è una battaglia personale contro Matteo, ma riguarda le politiche sul lavoro, la scuola, la sanità, il fisco. Non mi pare che il Pd sia nelle condizioni di ribaltare o anche solo correggere l’impianto delle politiche economiche fatte finora. I dati Istat dicono che i nuovi assunti sono in larghissima parte precari e i dem continuano a issare la bandiera del Jobs Act. È questo deserto dei diritti per una intera generazione che fa crescere il voto di protesta, verso destra e verso il M5S».