Caro Pisapia, dì qualcosa. Meglio se di sinistra

Intervista di Enrico Rossi a Lorenzo Vendemiale

Il Fatto Quotidiano, 30 agosto 2017

Enrico Rossi, cofondatore di Articolo 1-Mdp e forse del nuovo partito che dovrebbe nascere dall’unione con Campo Progressista di Giuliano Pisapia, è sconsolato: in Sicilia impazza la campagna elettorale per le Regionali, il Pd si sposa con Angelino Alfano scaricando la sinistra, ma l’ex sindaco di Milano è sparito. “Aspettavamo una sua presa di posizione, abbiamo anche provato a contattarlo, nulla. Speriamo che si faccia vivo presto”.

Governatore Rossi, cosa sta succedendo in Sicilia?

Succede che il Partito democratico va con la destra, e la sinistra si unisce sotto il nome di Claudio Fava, una candidatura forte, rispettabile: la Sicilia non sarà l’Ohio ma il messaggio mi pare chiaro.


In realtà la sinistra non sembra poi così unita: anche Pisapia è incerto sul da farsi.

Siamo tutti un po’ dispiaciuti e spiazzati da questa situazione: solo qualche mese fa definiva l’alleanza coi centristi “un incubo”, e ora? Noi siamo rimasti a quelle dichiarazioni, ci aspettiamo coerenza.

Impossibile ricucire col Pd e ritrovare l’unità?

Non a queste condizioni. Ci sono delle contingenze locali che giustificano delle alleanze particolari, ma non mi pare il caso: qui siamo solo di fronte ad un accordo con la destra, con evidenti implicazioni nazionali. Noi con Alfano non ci siamo e non ci saremo mai. E non dovrebbe starci neanche Campo progressista.

Crede che alla fine possa appoggiare la candidatura del rettore Fabrizio Micari, sostenuto da dem e alfaniani?

Non voglio neanche pensarci, continuo a sperare che sia solo una pausa di riflessione. Certo, un po’ troppo lunga: Pisapia dica qualcosa subito, sarebbe meglio se di sinistra, ma a questo punto va bene una cosa qualsiasi. Abbiamo bisogno di conoscere la sua opinione.

Con lui avevate piani importanti: un nuovo soggetto politico di sinistra.

Non solo stavamo lavorando a un partito insieme, ma lo avevamo anche incoronato in piazza come nostro potenziale leader. Per questo il suo silenzio è inquietante. L’operazione è ancora in piedi, non abbiamo cambiato idea. Ma è chiaro che se lui in Sicilia va con Alfano, tutto il progetto viene messo in discussione.

Anche il futuro di Articolo 1?

I nostri piani non cambiano: Mdp è una forza di transizione, prima o poi dovrà nascere un partito strutturato per candidarsi alle prossime elezioni. Convocheremo il momento costituente insieme a Sinistra Italiana, Possibile e altre forze che credono in un’idea di sinistra. Speriamo ci sia pure Pisapia, ma andremmo avanti anche senza di lui.

Lo schema siciliano non rischia di condannarvi al clichè del partito di sinistra a vocazione minoritaria?

Non credo, lo sarebbe solo in un’ottica maggioritaria che non c’è in Sicilia e non ci sarà più neanche in Italia. Col proporzionale cambia tutto: noi puntiamo a essere una forza all’interno di una coalizione di centrosinistra, sempre che il Pd cambi strategia. Altrimenti andremo per la nostra strada: l’idea che la sinistra debba governare a tutti i costi è sbagliata, è ciò che l’ha fatta assomigliare sempre di più alla destra. Stare all’opposizione non ci spaventa.