“Bersani sbaglia sui 5 Stelle Sono reazionari e inquietanti”

Intervista di Enrico Rossi a Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 28 marzo 2017

Io mi attengo alle parole ufficiali di Bersani

Non condivide l’apertura a Grillo?
Credo che, per il nostro movimento e per la sinistra, non c’è altra prospettiva al di fuori di un centrosinistra di governo. La possibilità di successo di Articolo Uno è legata alla definizione di una nostra identità, che dobbiamo chiarire meglio. Siamo appena partiti, ma certo non ci accontentiamo di essere una sinistra di testimonianza.

Presidente Enrico Rossi, prima di tutto dovreste mettervi d’accordo sulla rotta da seguire, non pensa?
Abbiamo l’obbligo di darci una prospettiva strategica sulle alleanze. Quella con i cinquestelle non è praticabile, perché non c’è convergenza programmatica e perché loro non la vogliono. Non sono Podemos, non hanno il ritratto di Berlinguer dietro la scrivania e non citano Gramsci. Sono un partito prenditutto con una forte carica aggressiva contro le istituzioni democratiche.

In un futuribile streaming con i pentastellati, la sua sedia resterebbe vuota?
Discuteremo tra noi, spero. E avremo un confronto con tutte le forze politiche. Ma io, al contrario di Bersani, penso che dobbiamo essere alternativi sia alla destra, che al populismo dei cinquestelle.

Non sono la forza di centro dei tempi moderni, come sostiene il fondatore del movimento che lei presiede?
Una forza di centro, con una ispirazione liberista reazionaria. Dobbiamo essere molto cauti, non si deve cadere nell’idea che tutto va bene pur di fare fuori Renzi.

Grillo ha accusato il Pd di aver «buttato nel cesso la storia della sinistra», è così?
C’è in loro un tratto reazionario e inquietante. C’è il forte antieuropeismo che li vede assieme a Farage, ci sono stati atti pesanti contro le istituzioni e la democrazia rappresentativa. Hanno una posizione molto ambigua sull’immigrazione. E quando mai abbiamo sentito da loro parole chiare su lotta all’evasione e povertà?.

Non condivide la proposta sul reddito di cittadinanza?
Non parlano quasi mai di redistribuzione della ricchezza, forse perché è un movimento retto da un signore ricco e dal figlio di un ricco. Il reddito cittadinanza che vogliono loro costerebbe 100 miliardi e obbligherebbe a smantellare quel che resta dello stato sociale. Trovo anche inquietante la piattaforma telematica da cui si può sospendere un risultato, per fidarsi del capo.

Non c’è un tema su cui lei sarebbe pronto a dialogare?
La questione morale, che una forza come la nostra deve assumere in pieno. Se è vero che il 25% dei loro elettori si definisce di sinistra, con un profilo strategico possiamo recuperare parte dell’elettorato che si è sentito tradito dal Pd. La nostra missione è dare a chi è fuggito nel M5S o nel non voto un contenitore di sinistra.

D’Alema si è smarcato da Bersani, già litigate?
Sì, D’Alema ha fatto una battuta per uscirne, ma non siamo litigiosi. Le parole di Bersani sono diverse dalle mie solo negli accenti. Non polemizzo con lui, senza l’apporto di Bersani e D’Alema il nostro movimento non sarebbe nato. Sono invece molto d’accordo con Roberto Speranza. Non dobbiamo infilarci in una logica di sistema antisistema, le larghe intese tra Pd e Forza Italia lascerebbero spazio ai populismi.

Volete allearvi col Pd?
Cos’è il Pd, un partito di centro che guarda a sinistra o il partito di Renzi, che ha una posizione destroide? E ancora: vogliono un Parlamento di nominati da Renzi, Berlusconi e Salvini? E chi sarà il leader del centrosinistra? L’epoca del sindaco d’Italia è finita.

Anche voi dovreste dare alcune risposte, non crede?
Fateci crescere, conoscere e avere una classe dirigente. Il primo aprile lanceremo il movimento a Napoli. Lo spazio per una sinistra a doppia cifra, c’è.