Acciaio, lettera a Ursula Von Der Leyen

Alla cortese attenzione della

PRESIDENTE ELETTA URSULA VON DER LEYEN

Firenze, lì 8 novembre 2019

 

Cara Presidente von der Leyen,

nel marzo 2018 gli Stati Uniti hanno deciso di imporre pesanti dazi all’importazione di prodotti in acciaio e alluminio. 

I dazi del Presidente Donald Trump incrementano del 25 per cento il prezzo dei prodotti siderurgici che entrano nel mercato americano. Se pur con grande contrarietà dei membri del Wto, tale misura è entrata in vigore perché l’acciaio statunitense è stato ritenuto un settore chiave per la sicurezza del paese.

Il settore siderurgico, strategico per l’Europa, ne ha risentito particolarmente. Dall’entrata in vigore di tali misure, le importazioni di acciaio in Europa sono cresciute del 12 per cento a fronte di un mercato che cresceva solo del 3, sfavorendo la produzione interna.

Il 19 luglio 2018, l’Unione europea ha reagito a questa azione protezionistica con delle misure di salvaguardia sulle importazioni di determinati prodotti di acciaio che prevedono un sistema di quote che i paesi extraeuropei non possono eccedere, se non con un pagamento di un dazio del 25 per cento. A febbraio 2019, la Commissione ha però aumentato del 5 per cento le quote iniziali e ha previsto di aumentarle di un altro 5 per cento a luglio 2019 e di un successivo 5 per cento a luglio 2020, nel rispetto delle regole del Wto che chiedono una liberalizzazione progressiva delle misure.

Alla luce della volatilità dei prezzi delle materie prime, dei costi energetici, della crisi di diversi settori manifatturieri come quello automobilistico e della Brexit, il mercato europeo dell’acciaio è crollato. La stessa Cina ha visto la sua economia rallentare e si è trovata con un avanzo di produzione pari a 200 milioni di tonnellate, anche a fronte di una diminuzione della domanda globale. 

In risposta a questi fattori e a sostegno della produzione interna, l’Ue ha recentemente rivisto le misure di salvaguardia riducendo dal 5 al 3 per cento l’aumento delle quote di importazioni libere da dazi a partire da luglio 2019. 

Nonostante questo passo in avanti da parte della Commissione, questa misura è insufficiente a proteggere un settore chiave della nostra economia e con un impatto così importante sull’occupazione. Considerando che il consumo apparente di acciaio in Europa è sceso dell’8 per cento solo nel secondo trimestre del 2019 sarebbe opportuno rivedere le misure di salvaguardia e incentivare gli investimenti innovativi in questo settore.

La siderurgia europea, settore tra i più energivori, merita più sostegno e protezione anche considerando gli investimenti che il nostro continente sta compiendo per renderlo sempre meno impattante a livello ambientale, puntando su innovazione e su nuove tecnologie. Un sostegno in linea con l’European Green Deal che propone una Carbon Tax alle frontiere per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e che non puo' non considerare la maggiore sostenibilita degli impianti siderurgici presenti all'interno del proprio territorio. 

Il settore siderurgico è considerevole anche in Toscana. Il sito di Piombino produce binari in acciaio di altissima qualità e stiamo facendo molti sforzi per rendere l’intero sito industriale più competitivo a livello globale e nel rispetto della sostenibilità ambientale. Su quest’ultimo tema, come Regione, abbiamo anche lanciato un piano “Toscana Carbon Neutral”, dandoci come obiettivo il 2050. 

L’Europa non può tirarsi indietro in questa sfida. Le quote di importazioni libere da dazi devono essere riviste per far fronte alla crisi del settore, ai dazi americani, all’eccessiva produzione asiatica e infine per penalizzare produzioni a più forte impatto ambientale.

Enrico Rossi

Presidente della Regione Toscana