Aquitania, Baden-Wurttemberg, Catalogna, Olanda: per tornare ad essere competitiva in Europa, la Toscana deve cercare di ridurre il gap che la separa dalle regioni al top nel Vecchio Continente per infrastrutture, servizi, tecnologia. Al forum promosso da Ambrosetti col titolo «Riflessioni e proposte per lo sviluppo della competitività della Toscana», tenutosi ieri a Firenze e moderato dal direttore del Corriere Fiorentino , Paolo Ermini, è stata tracciata una linea di azione per realizzare l’obiettivo di una regione «intelligente, attrattiva, accogliente, accessibile».
Obiettivo ambizioso: da qui al 2015 la Toscana dovrebbe colmare parte del gap con il Baden-Wurttemberg (Germania) facendo crescere ogni anno i propri brevetti del 17,3% e l’occupazione hi-tech nel manifatturiero del 3,1%; con l’Aquitania (Francia) per l’occupazione hi-tech nei servizi (+1,8%); con la Comunidad de Madrid (Spagna) per la partecipazione a programmi di istruzione continuativa (+22%); con la Catalogna per gli arrivi di turisti stranieri (+5,8%) e la loro spesa (+5,3%); con il Noord-Holland (Olanda) per la percentuale di individui che usano Internet regolarmente (+11,4%); con il Lazio, unica italiana, per l’indice di dotazione delle strutture economiche (+2,3%).
La Toscana nel 2015 dovrà inoltre arrivare, dice lo studio coordinato da Andrea Beretta Zanoni con l’economista Giacomo Vaciago come advisor , a pareggiare la media italiana nel rapporto fra gli investimenti diretti esteri e il Pil (1,6%). Dal 2002 al 2007, già prima della crisi globale, si sono infatti persi 800 milioni di flussi di investimento dall’estero, come ha rivelato Valerio De Molli, amministratore delegato di Ambrosetti. Nel 2007, gli investimenti diretti esteri netti in Toscana hanno rappresentato solo lo 0,4% del Pil regionale, e il fatturato di imprese estere si è fermato nel 2006 al 15% del Pil toscano.
Per migliorare la competitività toscana, dice lo studio, servono reti pubblico- private per finanziare progetti di ricerca, programmi per attirare i cervelli dall’Italia e dall’estero, facilitare l’aggregazione delle piccole e medie imprese con le grandi, partecipazione degli enti locali ai costi di ricerca e sviluppo sostenuti dai privati. Occorre garantire la connessione del territorio con un piano regionale per l’accessibilità fisica e digitale, e un piano di azione di dettaglio per ciascuna opera infrastrutturale ritenuta strategica, individuando quelle prioritarie.
Per il presidente della Regione, Claudio Martini, che ha rivendicato le azioni della sua giunta per il sostegno alla competività, serve «lavoro comune tra istituzioni, forze sociali, banche e governo». Secondo l’assessore regionael alla sanità Enrico Rossi, occorre «una nuova governance del sistema », e bisogna partire da «una riforma della pubblica amministrazione, per renderla più agile, capace di decidere meno costosa». Serve un patto fra tutti i soggetti: «I municipalismi e le chiusure particolaristiche non portano lontano — ha aggiunto Rossi — se vogliamo confrontarci con il mondo dobbiamo costruire un sistema di relazioni più efficiente». Condizione necessaria perché la Toscana recuperi attrattività è anche una crescita nella dotazione infrastrutturale, carente rispetto alla media nazionale per quanto riguarda rete telematica e strutture aeroportuali. L’assessore regionale Riccardo Conti torna ad auspicare un’integrazione Firenze-Pisa, tra Adf e Sat, e ribadisce che «l’Alta Velocità ferroviaria può incidere in positivo molto di più», specialmente una volta risolte le questioni del nodo fiorentino: «Gli elementi di vivacità oggi presenti nella situazione fiorentina andrebbero volti in ‘‘fare’’, e credo sia questa l’intenzione del sindaco Renzi».
[...] Fonte: Enrico Rossi.info [...]